Dove va il Senior Housing in Italia, la situazione nel 2022.

Nel 2035 in Italia ci saranno 5,6 milioni di ultra ottantenni. Considerati lo stile di vita attivo e le disponibilità economiche degli over 60, tutta la Silver economy è un bacino promettente. In particolare, le iniziative immobiliari dedicate espressamente agli over 60 autosufficienti sono in grande sviluppo: il Senior housing, detto anche Senior living è considerato dagli investitori del Real Estate uno dei trend più interessanti.

Da una ricerca fatta recentemente dall’ Active Longevity Institute (A.L.I.) su un panel ambosessi over 55 di livello sociale medio e medio-alto, risulta che circa il 25-30% del campione vorrebbe cambiare casa, spesso perché teme che la casa in cui abita invecchiando diventi pericolosa oppure sia troppo piccola per poter alloggiare anche una assistenza fissa.

L’80% dei Longennials vive in case proprie ma non adatte ai problemi dell’invecchiamento e l’unica alternativa in Italia è ancora la RSA: è evidente che c’è necessità di investimenti su una tipologia abitativa pensata per far fronte a un bisogno reale dei cittadini. In Italia sono previsti nei prossimi cinque anni 600.000 posti letto all’interno della tipologia Senior Housing, realizzati soprattutto dai grandi player del settore, ma è chiaro che non sono sufficienti.

Ci sarà sempre più domanda per progetti immobiliari con caratteristiche e servizi che favoriscano la socialità, le attività di svago, culturali, o l’attività fisica, che semplifichino la gestione quotidiana e offrano in prospettiva spazi e accorgimenti tecnologici e sanitari via via adatti all’avanzare dell’età.

Quali interventi sarebbero utili per lo sviluppo del Senior Housing in Italia?

  • Per un’offerta più cospicua, in Italia occorrerebbero però strumenti d’intervento anche a livello legislativo, con nuove normative adatte alle esigenze architettoniche e urbanistiche di un settore decisamente innovativo e dunque ancora senza precedenti e senza linee guida chiare.
  • Sarebbe anche auspicabile l’avvio di iniziative coordinate pubblico – privato, sulla linea dell’importante accordo fatto da Inarcassa, Enpap e Fabrica con Inps, attraverso il suo fondo di gestione immobiliare Aristotele Senior, per aumentare l’offerta immobiliare di Senior living, così strategico soprattutto a livello sociale. Enpap (ente nazionale di previdenza e assistenza degli psicologi) ha infatti aderito al progetto proprio allo scopo di favorire il benessere psicologico dei residenti e dei caregiver e la qualità della vita nelle Senior House.
  • Un’offerta ampliata e funzionale alle necessità dei pensionati autosufficienti avrebbe peraltro anche il vantaggio di arginare l’espatrio degli over 65 verso altri paesi del mediterraneo, con ovvie ripercussioni positive sull’economia in generale e in particolare sulla Silver Economy italiana e il suo indotto.
  • Per il successo del Senior Housing è cruciale, prima ancora della scelta di gestori adatti, a inizio progetto, l’individuazione di aree urbane con servizi e infrastrutture già esistenti. In questa direzione va la riconversione per questo uso di strutture alberghiere e ospedaliere, caserme o aree fieristiche in disuso, purché in aree servite che già offrano una buona qualità della vita e una connessione con il territorio e la sua vita pubblica: l’esperienza estera mostra la necessità di evitare l’isolamento mantenendo anche i contatti intergenerazionali.
  • Non ultimo, lo sviluppo della tecnologia di supporto e medica per la terza età sta facendo passi da gigante: l’inclusione di questi servizi fin dall’inizio nei progetti di Senior Living, indispensabili per il monitoraggio sanitario anche a distanza, sarebbe utile per dare motivo di sicurezza e tranquillità ai residenti silver alle prese con la scelta dell’abitazione, ma anche ai loro famigliari.

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