Perché il Senior housing in Italia non decolla?

In Italia, il modello di Senior housing, cioè abitazioni indipendenti con aree e servizi comuni dedicate agli over 65 autosufficienti, non ha ancora preso piede quanto nel Nord America e in Europa settentrionale.

Perché questo settore del Real estate non cresce in Italia quanto all’estero?

1. Impianto famigliare tradizionale

In Italia, la famiglia gioca un ruolo cruciale nella società, inclusa la cura degli anziani. Molte famiglie preferiscono mantenere i propri cari anziani a casa, sostenute da un forte legame di dovere e affetto intergenerazionale. Secondo l’Istat, quasi il 21% degli over 75 vive nella stessa casa dei propri figli, e molti altri sono situati a breve distanza. Le cose però stanno rapidamente cambiando, sia per l’aumento degli impegni lavorativi fuori casa delle donne, che si occupavano tradizionalmente degli anziani, sia perché i figli sempre più si spostano dalle città di origine dove risiedono i genitori. Se a ciò si aggiunge la riduzione delle dimensioni medie degli appartamenti delle famiglie, sempre più saranno utili per chi ancora è autosufficiente delle alternative innovative rispetto a strutture come Case di Riposo e RSA.

2. Mancanza di incentivi governativi e normative favorevoli

A differenza di altri paesi come Francia, Germania e Belgio, dove esistono politiche pubbliche e incentivi fiscali, l’Italia mostra una carenza di supporto governativo specifico per l’edilizia destinata agli anziani. Inoltre, non esiste ancora una normativa chiara che regolamenti il settore dei Senior Housing: la situazione di incertezza normativa può frenare lo sviluppo di nuove iniziative.

3. Carenza di informazione e resistenza culturale

La cultura italiana mostra una certa reticenza verso l’idea di comunità residenziali solo per anziani, spesso percepite come una prospettiva di isolamento quando invece offrono maggiore possibilità di socializzazione. Pochi conoscono i benefici che queste strutture possono offrire in termini di qualità della vita, sicurezza e modernità, come appartamenti privi di barriere architettoniche e tecnologie avanzate per l’assistenza e servizi su richiesta, per restare autosufficienti e indipendenti più a lungo.

4. Difficoltà economiche e preferenze abitative

Nonostante una porzione di anziani disponga di risorse economiche adeguate, molti trovano proibitivo il costo delle nuove soluzioni abitative. Inoltre, c’è una tendenza a preferire la permanenza nelle abitazioni di famiglia di proprietà, piuttosto che trasferirsi in unità più piccole e moderne. in entrambi i casi si sottovaluta la riduzione delle spese di mantenimento che consentono: spese fisse quali imposte, assicurazioni, manutenzione e pulizia domestica, reception e disbrigo di piccole commissioni verrebbero azzerate. Inoltre, una Senior House offre inclusi servizi come palestra, attività ricreative e, se desiderato, anche i pasti.

5. Normative edilizie rigide e logistica

Le norme urbanistiche italiane, rigide e complesse, ostacolano la costruzione di strutture adeguatamente attrezzate per gli anziani. La diffusione geografica degli anziani, che comprende anche aree rurali e piccoli centri, aggiunge sfide logistiche e economiche allo sviluppo di grandi complessi residenziali, che in alcune zone d’Italia non avrebbero un ampio bacino di utenza.

Nonostante questi ostacoli, il panorama italiano potrebbe evolvere verso una maggiore adozione del Senior Housing, data la crescente sensibilizzazione sulle tematiche legate all’invecchiamento attivo e la progressiva trasformazione del ruolo di cura tradizionalmente svolto dalla famiglia.